Dopo l’ennesima brutta notizia, una piccola squadra in Piemonte ha deciso che è ora di visualizzare un’Italia Vincente.

Ecco la storia dell’architetto Luca, detto ‘Archducatix’. Lui sarà nel suo cantiere in Val Nabisso 18, Isola d’Asti, alle 9 di venerdì 24 novembre per rispondere a qualsiasi domanda sul percorso di evoluzione da ‘un Italiano 1.0’, che si preoccupa troppo, ad un Italiano 2.0, che rimane sereno persino nella tempesta.

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Eccomi qua, voglio raccontarvi una bellissima storia, la storia della mia amicizia con Andrea e quella parallela della nascita del cantiere della Val Nabisso.

Tutto cominciò quasi un anno fa, ad inizio febbraio…dopo un contatto telefonico con il Dott. Moretti, fui convocato nel suo ufficio. Mi chiese una consulenza architettonica su come poter sistemare con piccoli interventi un progetto che mi mostrò.

Vidi quel progetto e subito gli dissi che per me un progetto doveva essere globale, non aveva senso progettare un bancone di un bar o una scala senza che questi elementi facessero parte di un tutto uno…di una globalità!!!…Facemmo un salto insieme in cantiere, ai tempi c’erano solo pilastri e due solette in cemento che incorniciavano uno spazio di quasi 600mq.

Ma ciò che mi rapì subito lo guardo e l’anima fu il contesto, la natura, quel magnifico scenario a cui quel cemento aveva rubato spazio.

Il Dott. Moretti continuava a parlarmi di scale, tavoli, fogher, cucina…ma mi rendevo conto, rubando un termine ad Andrea, che quel progetto “non era ispirato”, non vibrava.

Bisognava ripartire da 0, era necessario un progetto globale, un filo conduttore…era necessario non chiudersi a tutta quella bellezza esterna, ma inqualche modo far dialogare i muri futuri con tutto quel verde che li avrebbe circondati.

Nei mesi successivi proposi diverse soluzioni…le sottoponevo all’esame dei committenti…venivano approvati…ma poi cambiavo idea…non ero soddisfatto…mi mancava l’ispirazione.

Avevo avuto carta bianca, ma mi sentivo come un pittore davanti ad una gigantesca tela intonsa, con tutti i colori a mia disposizione…eppure sceglievo sempre e solo una semplice matita grigia!!!

Arrivò primavera…e siamo a fine Aprile e come tutte le mattine mi recai al cantiere con la mia amata “Ducati Monster” (da qui il mio nome Archiducatix).

Dopo l’ennesima mattinata tra mattoni, cemento e ferri…e poche idee…mentre tornavo a recuperare affranto la mia moto, mi imbattei per la prima volta in Andrea.

Ricordo che era seduto sotto il portico dell’Azienda. Lo salutai e scambiammo due parole…la prima cosa che mi colpì di lui fu l’estrema calma e serenità…invidiabile!!

All’improvviso mi disse: “Luca posso fare qualcosa per te?”…Rimasi spiazzato…mi chiedevo cosa c’era in me che non andasse…ero forse vestito male?…non gli piaceva il mio lavoro o la mia moto?…No, queste erano domande legate troppo ad un mondo materiale…lui voleva dirmi altro…capii subito che mi aveva letto nel profondo…la tensione era sul mio volto!!

Gli dissi che ero preoccupato e stressato…e lui con tanta calma mi disse semplicemente di imparare a meditare…di ricercare quella pace interiore che poteva venirmi solo lasciandomi alle spalle l’egoismo e facendomi ispirare da Dio in ogni mia azione. Tra me pensai:” questo è pazzo”…in un mondo attuale in cui viaggiamo alla velocità della luce e ci manca quasi il tempo di respirare, lui mi parla di trovare il tempo di meditare!?!?

A caldo gli risposi:”si ok, ma come?”…seguì un’ora di conversazione..Andrea mi diede mille spunti, così tanti input da farmi venire mal di testa!!…mi disse solo che non poteva essere una cosa immediata né semplice, ma che ci voleva del tempo…e tanta dedizione…una sorta di allenamento quotidiano, come un appuntamento giornaliero in palestra.

Si era fatto tardi e ad un certo punto gli dissi:”si ok Andrea ci provo”…e guardandomi negli occhi rispose: ”Do or do not.There is no try!”!!…Quale frase più saggia!!

A quello seguirono tanti altri incontri e contatti mediatici…poco alla volta iniziai ad allinearmi al suo modo di pensare e a far tesoro dei suoi insegnamenti…insomma capii che non era il pazzo che credevo….

Il cantiere andava avanti ma con scelte achitettoniche sempre più ispirate…mi sentivo sempre pronto davanti alle difficoltà che di volta in volta venivano fuori, ogni problema diventava non più un ostacolo, ma lo spunto per nuove ispirazioni. Ogni giorno entravo in quel cantiere e ringraziavo Dio di aver guidato i miei pensieri.

Ma siamo umani, e deboli…e la stanchezza, lo stress, la necessità di guadagnare per sopravvivere di tanto in tanto prendevano il sopravvento…ma Andrea era sempre lì, in un modo o nell’altro, a darmi conforto e ad illuminarmi i pensieri.

Mi ricordo un giorno in particolare, un giorno di fine vendemmia…incontrai Andrea in Azienda…non era stata una buona giornata e non avevo voglia di parlare…ma non riuscii ad evitarlo…iniziammo a parlare…lui mi accusò di eccessivo egoismo, di essermi disallineato…andammo avanti a discutere per un po’…e ad ogni sua frase cercavo di aggredirlo mettendolo in difficoltà…ero nervoso e impenetrabile…mi disse che in quel momento avevo un problema di fede…e tra me pensai:”ma come fa a saperlo???”…ero ritornato il vecchio Archiducatix, egoista, legato al mio mondo fatto di ansia, moto, architettura e voglia di successo.

Ad un certo punto Andrea prese un grappolo d’uva dal tavolo e mi disse stringendo un acino tra le dita:” guarda, tu sei questo…poi lo schiacciò e continuò…se continui così farai la stessa fine, e gli altri acini neanche se ne accorgeranno…oppure puoi cambiare il tuo destino…non farti schiacciare, e aspirare insieme agli altri a qualcosa di più grande, magari diventare una buona bottiglia di vino!!”.

Fu un esempio disarmante. Lo ringraziai mille volte, come sempre aveva fatto centro!!

Il cantiere iniziò a volare, e tutt’ora lo fa…

Sono convinto di star facendo il meglio…e voi me lo confermerete!

Ringrazio di cuore Andrea per essere stato mio maestro e mentore in questa fantastica avventura.